Vi siete mai chiesti come mai è così difficile iniziare ad allenarsi con costanza e smettere di procrastinare ma al contrario è molto semplice prendere il telefono appena arriva un messaggio?
La risposta risiede nel modo in cui il cervello è predisposto: il cervello ama le abitudini perché queste permettono il risparmio di energia. Prendiamo sempre migliaia di decisioni quotidianamente ma se dovessimo riflettere attentamente su ognuna di queste il cervello andrebbe immediatamente in affanno. Per tale ragione, automatizza molti comportamenti e li trasforma in abitudini che eseguiamo inconsciamente.
Come si formano le abitudini?
Partendo da un semplice schema, che prende il nome di ciclo dell'abitudine, nasce una routine:
- Segnale: stimolo che attiva il comportamento.
- Routine/Abitudine: l'azione che viene eseguita.
- Ricompensa: beneficio che ottiene il cervello e che rinforza il comportamento.
Per esempio, pensate ad una giornata di lavoro particolarmente stressante. Il segnale è la tensione, la routine consiste nel mangiare un dolce e la ricompensa è la piacevole sensazione di benessere prodotta dal rilascio di dopamina. La ripetizione di questo schema fa in modo che il cervello lo registri e lo memorizzi come risposa efficace. Questo favorirà, in futuro, la ripetizione automatica di tale schema.
Ruolo dei gangli della base.
Dietro tale meccanismo lavorano i gangli della base, un insieme di strutture cerebrali profonde, fondamentali per l'apprendimento automatico e la formazione delle abitudini. Infatti, quando impariamo qualcosa di nuovo, entra in gioco soprattutto la corteccia cerebrale che richiede attenzione e concentrazione. Successivamente, con la ripetizione, il controllo passa gradualmente ai gangli della base. Per questo, il comportamento diventa più rapido, fluido e richiede meno energia.
Tuttavia, tale meccanismo rende difficili da eliminare le abitudini, cristallizzandole e rendendole talvolta meno salutari.
Perché cambiare diventa così difficile?
Quando un certo schema comportamentale è ormai ripetuto da molto tempo, nel tempo, nel cervello si consolidano connessioni neurali sempre più solide. Inoltre, molte abitudini sono connesse ad una ricompensa immediata, come mangiare un dolce o rimandare un compito difficile in favore di una soddisfazione immediata.
Il cervello può cambiare.
La difficoltà nel modificare un'abitudine non vuol dire che ciò sia impossibile. Infatti, grazie alla neuroplasticità, il cervello ha la capacità di creare nuove connessioni nel corso della vita. Ogni volta che ripetiamo un nuovo schema comportamentale andiamo a rinforzare un nuovo circuito neurale e nel tempo quelli vecchi si indeboliscono gradualmente.
Il cambiamento richiede tempo, costanza e ripetizione, ma il cervello possiede la capacità di adattarsi costantemente a nuovo esperienze. Ogni cambiamento lascia una traccia nel cervello. Proprio da queste tracce possono nascere nuove trasformazioni che favoriscono il benessere psicologico.
Dott. Pierluigi Ricci - Psicologo/Neuropsicologo
