19 gennaio 2025

Le relazioni di coppia: tra psicologia e neuroscienze

Le relazioni di coppia sono una delle esperienze più intense e complesse della vita umana. Dal primo incontro all'evoluzione nel tempo, la dinamica relazionale è influenzata da una combinazione di fattori psicologici, biologici e sociali. Ma cosa accade realmente nel nostro cervello e nella nostra psiche quando ci innamoriamo, litighiamo o affrontiamo una crisi?


L’innamoramento: il cocktail chimico dell’amore

L’innamoramento è spesso descritto come un’esplosione di emozioni, ma dietro a questa esperienza c'è una complessa danza chimica. Studi neuroscientifici hanno dimostrato che:

  1. La dopamina, associata al piacere e alla ricompensa, viene rilasciata in grandi quantità quando vediamo o pensiamo alla persona amata, generando una sensazione di euforia.

  2. L’ossitocina, il cosiddetto "ormone dell’amore", favorisce il legame e l’intimità.

  3. La serotonina, che regola l’umore, può diminuire nei primi stadi dell’innamoramento, spiegando perché spesso ci si concentra ossessivamente sul partner.

Questi cambiamenti chimici creano un’esperienza quasi "dipendente", simile a quella provocata da alcune sostanze psicoattive, spiegando perché l’amore iniziale sia così travolgente.

La comunicazione: la chiave per una relazione sana

Uno degli aspetti più studiati in psicologia è la comunicazione all'interno della coppia. Secondo il famoso psicologo John Gottman, esistono quattro comportamenti tossici, chiamati "i quattro cavalieri dell’apocalisse relazionale":

  1. Critica: attaccare la personalità o il carattere dell'altro.

  2. Disprezzo: utilizzare sarcasmo, derisione o linguaggio non verbale per svalutare il partner.

  3. Difensività: rifiutare la responsabilità o rispondere con un atteggiamento di vittimismo.

  4. Ostruzionismo: ritirarsi emotivamente o fisicamente dalla conversazione.

Per contrastare questi comportamenti, è essenziale sviluppare competenze come l’ascolto attivo, l’empatia e la capacità di esprimere i propri bisogni in modo non aggressivo.

Il cervello durante i conflitti

Quando affrontiamo un conflitto, il nostro cervello entra in modalità di "lotta o fuga". L’amigdala, una struttura cerebrale responsabile della gestione delle emozioni, può prendere il sopravvento, rendendo difficile ragionare lucidamente. Questo fenomeno è noto come "hijacking dell’amigdala".

In questi momenti, è importante:

  • Fare una pausa per calmare il sistema nervoso.

  • Utilizzare tecniche di regolazione emotiva, come la respirazione profonda.

  • Ritornare al dialogo solo quando entrambi i partner si sentono più calmi.   

L'importanza dell'attaccamento

Secondo la teoria dell’attaccamento, sviluppata da John Bowlby, il modo in cui ci relazioniamo con i nostri partner è influenzato dal legame che abbiamo avuto con i nostri caregiver nell’infanzia.

  • Attaccamento sicuro: chi ha avuto relazioni infantili stabili tende a costruire relazioni di coppia equilibrate.

  • Attaccamento ansioso: le persone possono essere eccessivamente bisognose e temere l’abbandono.

  • Attaccamento evitante: si tende a evitare l’intimità per paura di essere feriti.

Riconoscere il proprio stile di attaccamento può aiutare a migliorare la consapevolezza di sé e a costruire relazioni più sane.

La scienza della riparazione

Tutte le coppie affrontano momenti di difficoltà, ma ciò che distingue una relazione sana è la capacità di riparare i conflitti. Gottman suggerisce che i gesti di riparazione — come un sorriso, un’offerta di pace o una battuta per stemperare la tensione — sono fondamentali per mantenere viva la connessione.

Conclusione

Le relazioni di coppia non sono solo una questione di sentimento, ma un complesso intreccio di chimica, psicologia e comportamenti appresi. Comprendere i meccanismi che regolano l’amore e i conflitti può aiutare a costruire legami più forti e duraturi. Investire nella comunicazione, nella consapevolezza emotiva e nella conoscenza reciproca è il segreto per una relazione appagante, sostenuta tanto dal cuore quanto dalla scienza.

Dott. Pierluigi Ricci - Psicologo/Neuropsicologo

03 gennaio 2025

Buoni Propositi per il 2025: Come Trasformarli in Successi Concreti

L’inizio di un nuovo anno è un momento magico. Carico di aspettative e speranze, rappresenta una tela bianca su cui dipingere il nostro futuro. I buoni propositi sono una tradizione consolidata: decidiamo di cambiare abitudini, migliorare noi stessi e raggiungere obiettivi ambiziosi. Tuttavia, troppo spesso queste intenzioni svaniscono nel nulla già a febbraio. Perché accade e come possiamo fare in modo che il 2025 sia davvero l’anno del cambiamento?


Perché i buoni propositi falliscono?

  1. Obiettivi poco realistici
    Spesso ci poniamo mete irraggiungibili. "Voglio perdere 10 chili in un mese" o "Devo leggere 100 libri quest'anno" sono esempi di propositi che generano più frustrazione che soddisfazione.

  2. Mancanza di chiarezza
    Dire "Voglio essere più felice" o "Voglio rimettermi in forma" è vago e non offre una guida su come procedere.

  3. Sottovalutazione dell'impegno richiesto
    Il cambiamento richiede tempo, disciplina e pazienza. Se non siamo pronti ad affrontare le sfide, è facile arrendersi.

  4. Abitudine alla procrastinazione
    Rimandare ciò che sappiamo essere importante è uno dei principali ostacoli al raggiungimento degli obiettivi.       

Come rendere i buoni propositi efficaci

Per trasformare i desideri in realtà, possiamo utilizzare approcci basati sulla psicologia del comportamento e della motivazione. Ecco alcune strategie:

1. S.M.A.R.T.: Obiettivi Specifici, Misurabili, Accessibili, Realistici e Temporizzati

Questo metodo ci aiuta a definire i propositi in modo chiaro e pratico. Ad esempio, invece di dire "Voglio fare più esercizio fisico", possiamo dire "Andrò in palestra 3 volte a settimana per 45 minuti".

2. Micro-obiettivi

Suddividere i grandi obiettivi in piccoli passi ci permette di affrontarli con maggiore facilità. Ogni piccolo successo rafforza la nostra autostima e ci motiva a continuare.

3. Monitoraggio e feedback

Tieni traccia dei tuoi progressi. Può essere utile tenere un diario, utilizzare app specifiche o semplicemente dedicare qualche minuto alla riflessione quotidiana.

4. Focus sulle abitudini, non solo sugli obiettivi

Gli obiettivi sono il punto di partenza, ma è l’adozione di abitudini sostenibili a garantire il successo. Cambia il tuo ambiente per favorire i comportamenti desiderati: ad esempio, prepara i vestiti da palestra la sera prima.

5. Resilienza e adattabilità

Gli imprevisti accadono e i momenti di stallo sono normali. Non lasciare che un piccolo errore diventi un fallimento totale. Impara a ripartire senza giudicarti troppo severamente.

La forza del "perché"

Dietro ogni proposito c’è un desiderio profondo: migliorare la salute, sentirsi più apprezzati, costruire relazioni significative. Identificare il motivo alla base del tuo obiettivo ti darà la spinta per andare avanti, anche nei momenti difficili. Chiediti: “Perché voglio raggiungere questo obiettivo?”

Il 2025 è un'opportunità per riscrivere la tua storia personale, passo dopo passo. Ricorda, il cambiamento non avviene da un giorno all’altro, ma attraverso piccoli miglioramenti costanti. Celebra i tuoi progressi, sii gentile con te stesso e ricorda che ogni giorno è un nuovo inizio.

E tu, quali buoni propositi hai per quest’anno? Scrivili, pianificali e inizia oggi a lavorare per il tuo futuro.

Dr. Pierluigi Ricci - Psicologo/Neuropsicologo

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